PERCORSI CULTURALI

Per conoscere meglio la Val Curone...
... e riscoprirla.

"Il Quarto Stato" di Giuseppe Pellizza da Volpedo
I mulini della Val Curone
Le pievi della Val Curone
Zona archeologica guardamonte
Il Castello di Brusamonica
Museo delle Civiltà Agricole di Morigliassi
Museo della Civiltà Contadina di Lunassi

ZONA ARCHEOLOGICA DI GUARDAMONTE

Su un crinale del Monte Vallassa, a cavallo tra la Valourone e la Valle Staffora, sono state rinvenute le più antiche testimonianze dell’esistenza dell’uomo nel Tortonese. Estese ricerche compiute a più riprese negli Anni Cinquanta ( 1954-56-57) hanno infatti messo in luce l’esistenza di un villaggio fortificato in oui la presenza dell’uomo è compresa tra l’età del ferro e i primi due secoli dell’Impero romano. La zona oggetto di studio è una terrazza allungata da est a ovest, a pianta trapezoidale con una lunghezza di m 260 ed una larghezza massima’ di m 100. Si tratta di opere di difesa a monte costituita da un muro principale di rozze lastre di arenaria locale di medie dimensioni, sovrapposte a secco, poggianti direttamente sul fondo roccioso del ciglio della terrazza. Nel posto sono stati compiuti due diversi sondaggi del terreno, che hanno permesso una ricostruzione, della storia dell’insediamento nelle varie epoche. Nel primo saggio è apparsa la base di un focolare rotondo attorno alla quale sono stati trovati avanzi di materie organiche, carboni e cenere, oltre a pietrame di arenaria arrossata dal fuoco. A due metri dal focolare sorgeva il primo muro di cinta.
Tra i vari reperti è stata trovata un’olla levigata di rozzo impasto per conservare acqua o derrate alimentari. Copiosissima la ceramica rappresentata da suppellettili preromane d’uso domestico e di produzione indigena peculiare della regione ligure-piemontese e tipica dei castellieri liguri della tarda età del ferro. L’altro saggio, compiuto verso mezzogiorno, rivelava una zona adatta ad essere abitata. Dopo un’epoca preistorica, si assiste alla probabile fondazione di un villaggio (metà VI sec. a. C.). Lo strato di terra mostra l’affivolirsi dell’attività umana. Il lastricato indica la vera fondazione del castelliere, munito di fortificazioni murarie. La ceramica decorata a pettine ed un anello argenteo a spirale, comune nelle tombe galliche dal II al I secolo a. C., denunciano un’infiltrazione di elementi celtici. Il duplice muro di cinta con contrafforti interni rivela la funzione difensiva della località e mostrano i Liguri organizzati in difesa per opporsi alla penetrazione romana.